
Il tema delle agevolazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli immobili torna al centro dell’attenzione in vista della prossima Legge di Bilancio.
Il 1° ottobre 2026, intervenendo alla Giunta Esecutiva di Confartigianato, il viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo ha aperto alla possibilità di rafforzare gli incentivi destinati all’efficientamento energetico degli edifici.
Confartigianato ha proposto, tra le proprie priorità, di garantire maggiore stabilità ai bonus edilizi e di riportare dal 50% al 65% la detrazione per alcune spese di riqualificazione energetica. Il viceministro ha confermato che quello dell’efficienza energetica è uno dei settori sui quali il Governo sta valutando la possibilità di intervenire, anche in relazione agli spazi offerti dalla flessibilità europea.
La notizia è particolarmente interessante per proprietari di casa, famiglie, investitori e per l’intero mercato immobiliare italiano.
È però fondamentale fare subito una distinzione:
l’Ecobonus al 65% per il 2027 non è, alla data del 6 ottobre 2026, una misura definitivamente approvata.
Si tratta di un’ipotesi che dovrà eventualmente essere inserita nella Legge di Bilancio 2027, discussa dal Parlamento e approvata definitivamente.
Di conseguenza, chi sta pianificando lavori nei prossimi mesi non dovrebbe impostare il proprio investimento considerando già acquisita una detrazione del 65%.
Vediamo invece cosa prevede la normativa oggi in vigore e cosa potrebbe cambiare.
Ecobonus 2026 e 2027: quali sono le aliquote attualmente previste
La normativa vigente ha profondamente modificato la struttura delle detrazioni fiscali per gli interventi di efficientamento energetico.
Secondo quanto indicato dall’Agenzia delle Entrate, per le spese sostenute nel 2025 e nel 2026 l’Ecobonus prevede attualmente:
50% nel caso di interventi sull’unità immobiliare adibita ad abitazione principale, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa;
36% negli altri casi.
Per le spese sostenute nel 2027, in assenza di ulteriori modifiche legislative, le percentuali scenderebbero invece:
La Legge n. 199/2025 ha infatti confermato per il 2026 le aliquote più favorevoli già applicate nel 2025, rinviando la riduzione delle percentuali al 2027.
Ecobonus 65% nel 2027: cosa potrebbe cambiare
L’ipotesi discussa è quella di rafforzare nuovamente le detrazioni dedicate agli interventi di efficienza energetica, arrivando potenzialmente al 65% per determinate spese riferite all’abitazione principale.
Se la proposta venisse confermata nella Legge di Bilancio, il cambiamento sarebbe rilevante.
Anziché passare dall’attuale 50% del 2026 al 36% previsto per il 2027, alcuni interventi potrebbero beneficiare di una percentuale addirittura superiore.
Naturalmente rimangono ancora da definire numerosi aspetti:
Per avere risposte definitive sarà quindi necessario attendere il testo della Manovra e la sua approvazione.

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Perché il Governo potrebbe rafforzare gli incentivi per l’efficienza energetica
L’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare è ormai un tema che va ben oltre il semplice risparmio sulle bollette.
Le abitazioni con migliori prestazioni energetiche stanno assumendo un ruolo sempre più importante nel mercato immobiliare.
Ridurre le dispersioni termiche, migliorare l’isolamento dell’edificio, sostituire impianti inefficienti e introdurre tecnologie evolute permette infatti di ottenere diversi vantaggi:
Al tema nazionale si affianca inoltre quello europeo della progressiva decarbonizzazione del patrimonio edilizio.
Confartigianato, nel proprio confronto con il Governo, ha collegato espressamente la richiesta di rafforzare gli incentivi anche alle necessità derivanti dalla direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici, spesso conosciuta come direttiva sulle “Case Green”.
Per questo motivo, nei prossimi anni il livello di efficienza energetica potrebbe acquisire un peso sempre maggiore anche nella valutazione economica di un immobile.
Ecobonus: quali interventi sono ammessi
ENEA pubblica specifiche indicazioni sugli interventi che possono beneficiare delle detrazioni per la riqualificazione energetica.
La tabella ENEA aggiornata per il 2026 comprende, tra le principali categorie, interventi come:
ENEA conferma inoltre l’attuale struttura delle aliquote: per il 2025 e 2026 il 50% o 36% a seconda dei requisiti e, per il 2027, il 36% o 30% sulla base della legislazione oggi in vigore.
Analizziamo più nel dettaglio alcuni degli interventi maggiormente interessanti anche dal punto di vista immobiliare.
Riqualificazione energetica globale dell’edificio
Uno degli interventi più completi consiste nella riqualificazione energetica complessiva dell’edificio.
In questo caso non ci si concentra necessariamente su una singola componente, come potrebbe essere una finestra o una pompa di calore, ma sul miglioramento delle prestazioni energetiche generali dell’immobile.
Gli interventi possono coinvolgere contemporaneamente:
Una riqualificazione progettata correttamente può determinare un significativo miglioramento della prestazione energetica dell’immobile.
Dal punto di vista immobiliare si tratta di un aspetto molto importante.
Un’abitazione caratterizzata da consumi contenuti, impianti moderni e una buona classe energetica può risultare più interessante per un potenziale acquirente rispetto a un immobile simile che richiede lavori importanti di efficientamento.
Cappotto termico e coibentazione dell’involucro
Tra gli interventi più conosciuti troviamo la coibentazione dell’involucro edilizio.
Pareti, coperture e solai rappresentano infatti alcuni dei principali punti attraverso cui un edificio disperde energia.
L’applicazione di un cappotto termico o di altre soluzioni di isolamento può diminuire le dispersioni durante l’inverno e contribuire a migliorare il comportamento termico dell’edificio anche nel periodo estivo.
L’intervento deve naturalmente rispettare specifici requisiti tecnici.
Non è quindi sufficiente installare genericamente un materiale isolante per poter accedere automaticamente alla detrazione: devono essere rispettate le condizioni e le prestazioni stabilite dalla normativa applicabile.
Una corretta coibentazione può incidere positivamente su:
Interventi sulle facciate: attenzione a non confondere Ecobonus e Bonus Facciate
Un punto importante riguarda gli interventi eseguiti sulle facciate.
Il precedente Bonus Facciate non deve essere confuso con l’attuale Ecobonus.
Il fatto di rifare semplicemente l’intonaco o tinteggiare la facciata non significa automaticamente poter beneficiare dell’Ecobonus.
La situazione cambia quando l’intervento riguarda elementi dell’involucro edilizio e determina un effettivo miglioramento delle prestazioni energetiche, nel rispetto dei requisiti previsti.
Per questo motivo, prima di iniziare lavori importanti sulla facciata di un edificio è opportuno valutare con un tecnico se sia conveniente associare al rifacimento estetico anche un intervento di isolamento termico.
Una corretta progettazione iniziale può evitare di perdere opportunità fiscali o di realizzare due volte lavorazioni che potrebbero essere coordinate.
Sostituzione di finestre e infissi
La sostituzione degli infissi rappresenta uno degli interventi più frequenti nelle abitazioni.
Serramenti datati possono provocare:
Per poter beneficiare dell’Ecobonus devono però essere rispettate determinate caratteristiche e prestazioni tecniche, comprese quelle relative alla trasmittanza termica.
L’intervento deve riguardare superfici che delimitano il volume riscaldato verso l’esterno o verso ambienti non riscaldati e deve rispettare le altre condizioni previste dalla disciplina applicabile.
Sostituire gli infissi può inoltre migliorare notevolmente la percezione dell’abitazione durante una visita immobiliare.
Comfort termico, isolamento acustico, assenza di spifferi e qualità dei serramenti sono infatti elementi che molti acquirenti verificano con grande attenzione.
Schermature solari
Tra gli interventi contemplati dalla disciplina dell’efficienza energetica rientrano anche determinate schermature solari e chiusure oscuranti, purché rispettino i requisiti richiesti.
Queste soluzioni possono contribuire a limitare il surriscaldamento degli ambienti nel periodo estivo, riducendo l’irraggiamento solare e, di conseguenza, il ricorso alla climatizzazione.
Il beneficio può essere particolarmente interessante per abitazioni con ampie superfici vetrate o esposizioni particolarmente soleggiate.
Anche in questo caso è necessario verificare preventivamente caratteristiche tecniche, modalità di installazione e requisiti ENEA.
Pompe di calore ad alta efficienza
Le pompe di calore rappresentano una delle tecnologie maggiormente utilizzate nei nuovi edifici ad alta efficienza energetica e nelle riqualificazioni importanti.
Questi sistemi possono essere utilizzati per riscaldamento, raffrescamento e, a seconda dell’impianto, produzione di acqua calda sanitaria.
ENEA comprende tra gli interventi agevolabili la sostituzione degli impianti con pompe di calore ad alta efficienza e i sistemi geotermici a bassa entalpia, quando vengono rispettati i requisiti previsti.
Sono inoltre contemplate determinate soluzioni con scaldacqua a pompa di calore e sistemi ibridi.
L’interesse nei confronti delle pompe di calore è destinato probabilmente a crescere ulteriormente con la progressiva elettrificazione dei consumi domestici e la diffusione degli impianti fotovoltaici.
Caldaie a gas: cosa è cambiato dal 2025
Uno degli aspetti più importanti introdotti negli ultimi anni riguarda le caldaie alimentate esclusivamente da combustibili fossili.
L’Agenzia delle Entrate precisa che, per le spese sostenute dal 2025, sono escluse dall’Ecobonus le spese relative alla sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili.
La tabella ENEA conferma infatti che le detrazioni per la sostituzione con caldaie a condensazione erano applicabili alle spese sostenute entro il 2024, secondo le condizioni previste dalle precedenti regole.
Questo significa che chi sta programmando oggi la sostituzione dell’impianto dovrebbe valutare attentamente le soluzioni disponibili insieme a un tecnico qualificato, anziché basare la scelta esclusivamente sul costo iniziale dell’impianto.
Collettori solari termici
L’Ecobonus interessa anche i collettori solari termici, destinati principalmente alla produzione di acqua calda mediante energia solare.
Da non confondere con i pannelli fotovoltaici, che producono energia elettrica, il solare termico può contribuire a ridurre l’utilizzo di energia proveniente da fonti tradizionali.
La convenienza dell’installazione dipende però dalle caratteristiche dell’abitazione, dal numero degli occupanti, dall’esposizione, dall’impianto esistente e dai consumi.
Microcogenerazione
Tra gli interventi previsti dalla normativa troviamo anche la sostituzione di impianti con sistemi di microcogenerazione, quando vengono rispettate le condizioni stabilite.
Si tratta di tecnologie maggiormente specialistiche rispetto alla semplice sostituzione di un serramento o di un generatore di calore, ma possono risultare interessanti in determinati edifici caratterizzati da specifici profili di consumo.
Building automation: una casa efficiente è anche una casa intelligente
La riqualificazione energetica non riguarda esclusivamente cappotto, infissi e impianti.
Anche la gestione intelligente dell’energia può contribuire a ridurre i consumi.
I sistemi di building automation consentono, ad esempio, di controllare e gestire in maniera più efficiente:
L’automazione consente di utilizzare l’energia quando realmente necessaria e di monitorare più facilmente i consumi dell’abitazione.
Per il mercato immobiliare si tratta inoltre di una caratteristica sempre più apprezzata nelle abitazioni moderne e negli immobili di nuova costruzione.
Ecobonus nei condomini
Un capitolo particolarmente importante riguarda gli interventi effettuati sulle parti comuni condominiali.
Le opere possono interessare, ad esempio:
Dal 2025 la disciplina delle aliquote richiede particolare attenzione.
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, quando gli interventi riguardano le parti comuni dell’edificio, le condizioni per beneficiare dell’aliquota maggiorata devono essere valutate con riferimento al singolo condomino.
In particolare, ai fini dell’aliquota più favorevole assume rilevanza la presenza dei requisiti previsti in relazione all’unità immobiliare interessata.
Di conseguenza, non bisogna dare per scontato che tutti i condomini possano automaticamente usufruire della medesima percentuale.
Prima dell’approvazione di lavori importanti è quindi fondamentale verificare attentamente la situazione fiscale e documentale.
“Prima casa” e “abitazione principale”: attenzione alla differenza
Quando si parla delle aliquote maggiorate, è molto frequente utilizzare genericamente l’espressione “prima casa”.
Dal punto di vista fiscale, però, è più corretto fare riferimento all’abitazione principale, perché è questa la definizione richiamata dalla disciplina attuale dell’Ecobonus.
La normativa vigente prevede infatti l’aliquota maggiorata per le spese sostenute dai proprietari o dai titolari di un diritto reale di godimento quando l’intervento riguarda l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale.
“Prima casa” e “abitazione principale” non sono necessariamente concetti equivalenti in ogni situazione fiscale.
Per evitare errori nella pianificazione dell’intervento è quindi opportuno verificare la propria posizione con un professionista.
Come funziona concretamente la detrazione fiscale
L’Ecobonus non rappresenta generalmente un rimborso immediato dell’importo pagato.
Si tratta di una detrazione fiscale dall’IRPEF o dall’IRES, utilizzabile secondo le condizioni previste dalla normativa.
L’Agenzia delle Entrate indica attualmente che il beneficio viene ripartito in 10 quote annuali di pari importo.
Facciamo un semplice esempio puramente indicativo.
Ipotizziamo una spesa agevolabile di 20.000 euro.
Con una detrazione del 50%:
20.000 × 50% = 10.000 euro di detrazione complessiva.
Ripartita in dieci anni, corrisponderebbe teoricamente a:
1.000 euro all’anno.
Se, ipoteticamente, nel 2027 fosse approvata una detrazione del 65% per quella stessa tipologia di intervento:
20.000 × 65% = 13.000 euro.
La differenza sarebbe quindi di 3.000 euro.
Naturalmente si tratta soltanto di un esempio matematico: massimali, condizioni, capienza fiscale e requisiti devono essere verificati caso per caso.
Ecobonus e capienza fiscale: un aspetto da non sottovalutare
Uno degli errori più comuni consiste nel pensare che la percentuale di detrazione equivalga automaticamente alla somma che ogni contribuente recupererà.
Non è sempre così.
Trattandosi di una detrazione fiscale, è necessario considerare anche la posizione del beneficiario e la sua capienza fiscale.
Prima di affrontare un investimento importante con l’obiettivo di utilizzare una detrazione è quindi consigliabile confrontarsi con commercialista, CAF o altro professionista fiscale.
La presenza di un’agevolazione non dovrebbe mai sostituire una corretta analisi economica dell’intervento.
Comunicazione ENEA: attenzione ai 90 giorni
Per numerosi interventi di efficienza energetica è prevista la trasmissione della relativa documentazione attraverso il portale ENEA.
In via generale, la scheda descrittiva dell’intervento deve essere trasmessa entro 90 giorni dalla data di fine lavori, secondo le procedure previste.
Nel corso del 2026 ENEA ha inoltre aggiornato il proprio portale per recepire le nuove disposizioni tecniche e ha fornito istruzioni specifiche sulla decorrenza dei termini per gli interventi interessati dall’aggiornamento della piattaforma.
La documentazione non deve essere considerata un aspetto secondario.
Fatture, ricevute, pagamenti, schede tecniche, asseverazioni quando necessarie e ricevute ENEA devono essere conservate accuratamente.
Un intervento tecnicamente corretto, ma gestito male sotto il profilo documentale, può infatti creare difficoltà nell’utilizzo dell’agevolazione fiscale.
Perché l’efficienza energetica è sempre più importante quando si vende casa
Al di là della singola detrazione fiscale, esiste un altro tema fondamentale: quanto incide l’efficienza energetica sul valore e sulla commerciabilità di un immobile?
La risposta dipende dal contesto, ma il mercato presta sempre maggiore attenzione a questo aspetto.
Quando un acquirente confronta due appartamenti con dimensioni e posizione simili, può valutare attentamente:
Un immobile energeticamente efficiente può quindi presentare un vantaggio competitivo rispetto a un’abitazione che necessita di importanti interventi.
APE e vendita immobiliare
Nella compravendita assume un ruolo fondamentale l’Attestato di Prestazione Energetica – APE, documento che descrive le prestazioni energetiche dell’immobile e attribuisce una classe energetica.
L’APE non deve essere percepito soltanto come un documento burocratico.
La classe energetica offre infatti all’acquirente un primo indicatore del comportamento energetico dell’abitazione.
In un mercato nel quale il costo dell’energia e la qualità abitativa hanno assunto maggiore rilevanza, questo elemento può influenzare la percezione dell’immobile.
Un appartamento ristrutturato con buoni serramenti, isolamento efficace e impianti moderni può essere percepito diversamente da un immobile equivalente che richiede la sostituzione dell’impianto e importanti interventi di efficientamento.
Conviene aspettare il possibile Ecobonus 65% del 2027?
È probabilmente la domanda che molti proprietari si porranno nei prossimi mesi.
La risposta non può essere uguale per tutti.
Ad oggi esiste soltanto un’apertura politica a un possibile rafforzamento dell’Ecobonus.
Non è ancora possibile sapere:
Rinviare automaticamente lavori necessari soltanto nella speranza di ottenere una detrazione maggiore potrebbe quindi non essere la scelta migliore.
Viceversa, se un intervento non è urgente e si sta valutando una riqualificazione importante da realizzare nel 2027, può essere ragionevole seguire l’evoluzione della Legge di Bilancio prima di assumere impegni definitivi.
La soluzione corretta dipende dal singolo caso.
Ecobonus e acquisto casa: cosa dovrebbe controllare un compratore
Anche chi sta acquistando un immobile dovrebbe considerare attentamente questi aspetti.
Prima di formulare una proposta è utile verificare:
Conoscere queste informazioni permette di valutare in maniera più consapevole il reale costo dell’operazione immobiliare.
Un appartamento con un prezzo apparentemente più basso può infatti richiedere decine di migliaia di euro di interventi, mentre un immobile leggermente più costoso ma già riqualificato potrebbe presentare costi di gestione e manutenzione inferiori.
Ecobonus e vendita casa: quali informazioni dovrebbe preparare il proprietario
Anche il venditore può trasformare gli interventi di efficientamento realizzati nel tempo in elementi utili per valorizzare la propria abitazione.
È consigliabile raccogliere:
Questi dati consentono all’agenzia immobiliare di presentare meglio l’immobile e permettono al potenziale acquirente di comprenderne più facilmente le caratteristiche.
Non significa che ogni intervento effettuato aumenti automaticamente il prezzo dell’abitazione dello stesso importo speso.
Significa però che una casa efficiente, documentata e correttamente presentata può ottenere un posizionamento commerciale migliore.
Riqualificare prima di vendere: conviene sempre?
Non necessariamente.
Uno degli errori più frequenti è pensare che ogni ristrutturazione effettuata prima della vendita venga recuperata integralmente attraverso un prezzo più alto.
La convenienza dipende da:
In alcuni casi sostituire vecchi infissi, migliorare l’impianto o effettuare piccoli interventi può aumentare sensibilmente l’attrattività.
In altri casi può essere preferibile vendere l’immobile nello stato di fatto, lasciando al futuro acquirente la possibilità di realizzare una ristrutturazione personalizzata.
Per questo motivo la valutazione dovrebbe essere effettuata prima di iniziare i lavori, confrontando il costo dell’intervento con il possibile beneficio commerciale.
Efficientamento energetico e valore immobiliare: serve una valutazione professionale
Un’abitazione non acquisisce valore soltanto perché è stata sostenuta una determinata spesa.
Nel mercato immobiliare il valore deriva dall’incontro di numerosi elementi:
posizione + metratura + piano + esposizione + condizioni interne + stato dello stabile + efficienza energetica + caratteristiche accessorie + domanda di zona + offerta concorrente.
La classe energetica è quindi una componente importante, ma deve essere inserita all’interno di un’analisi complessiva.
Per esempio, una riqualificazione energetica può avere un impatto commerciale particolarmente interessante nelle zone in cui il mercato richiede immobili recenti o ristrutturati.
In altri segmenti potrebbe incidere prevalentemente sulla velocità di vendita o sull’interesse degli acquirenti piuttosto che determinare un aumento proporzionale del prezzo.
Una valutazione immobiliare professionale consente di distinguere tra costo dei lavori, beneficio energetico e reale beneficio commerciale.
Il 2027 potrebbe diventare un anno importante per la riqualificazione immobiliare
Il possibile ritorno dell’Ecobonus al 65% conferma un dato ormai evidente: il futuro del patrimonio immobiliare italiano passa anche attraverso l’efficienza energetica.
Le abitazioni costruite molti decenni fa costituiscono ancora una parte importante dello stock immobiliare e molte necessitano di interventi su:
Una politica di incentivi stabile potrebbe rendere più semplice programmare gli investimenti ed evitare quella continua alternanza di bonus, proroghe e riduzioni che negli ultimi anni ha reso più complessa la pianificazione degli interventi.
La richiesta di Confartigianato punta proprio in questa direzione: maggiore stabilità nel medio periodo e un rafforzamento degli incentivi destinati alla riqualificazione energetica.
Cosa sappiamo oggi e cosa dobbiamo ancora attendere
Riassumendo la situazione aggiornata:
È già stabilito che:
È invece ancora da confermare:
Per questo motivo sarà necessario monitorare la Legge di Bilancio 2027 e i successivi chiarimenti di Agenzia delle Entrate ed ENEA.
Planet Immobiliare:
consulenza immobiliare anche quando l’efficienza energetica incide sul valore della casa
Quando si parla di riqualificazione energetica, bonus fiscali e interventi sull’abitazione, la questione non è solamente tecnica o fiscale.
Per chi deve vendere, acquistare o valorizzare un immobile, è importante capire anche quale effetto questi interventi possano avere sul mercato.
Con 30 anni di esperienza nel settore immobiliare, Planet Immobiliare affianca proprietari e acquirenti nella valutazione delle caratteristiche dell’immobile, del suo corretto posizionamento e degli elementi che possono influenzarne concretamente l’interesse commerciale.
Se stai pensando di vendere casa, possiamo aiutarti a capire come caratteristiche quali classe energetica, impianti, serramenti, ristrutturazioni, cappotto termico, fotovoltaico e condizioni generali dell’edificio incidano sul posizionamento dell’immobile rispetto alle alternative presenti sul mercato.
Se invece stai acquistando, possiamo aiutarti a leggere l’immobile non soltanto in termini di prezzo richiesto, ma considerando anche condizioni, eventuali lavori futuri, efficienza energetica e caratteristiche che possono influenzare il valore nel tempo.
Per gli aspetti strettamente fiscali, progettuali e tecnici relativi all’accesso alle agevolazioni è sempre opportuno avvalersi dei rispettivi professionisti abilitati.
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Le informazioni relative all’eventuale Ecobonus al 65% nel 2027 descrivono una proposta allo studio e non una misura già approvata. Aliquote, requisiti e interventi ammessi potranno essere modificati dalla Legge di Bilancio 2027 e dai successivi provvedimenti attuativi.
Prima di sostenere spese è sempre consigliabile verificare la normativa aggiornata attraverso Agenzia delle Entrate, ENEA e i professionisti incaricati.
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