
Guida completa alle spese immobiliari sostenute nel 2025: quali costi si possono recuperare, quali documenti conservare e quali errori evitare nella dichiarazione dei redditi 2026.
Detrazioni casa nel Modello 730/2026: guida a mutuo prima casa, spese notarili, affitto, provvigione immobiliare, ristrutturazioni, Ecobonus, Superbonus e bonus mobili.
Detrazioni casa nel Modello 730/2026: cosa può recuperare chi compra, vende, affitta o ristruttura un immobile
La dichiarazione dei redditi rappresenta ogni anno un momento importante per proprietari, acquirenti, inquilini e famiglie che hanno sostenuto spese legate alla casa.
Nel Modello 730/2026 devono essere indicate, in linea generale, le spese sostenute nel corso del 2025 che danno diritto a una detrazione dall’Irpef, a una deduzione dal reddito oppure al riconoscimento di una quota annuale relativa a lavori eseguiti negli anni precedenti.
Quando si parla di detrazioni fiscali sulla casa, però, è facile fare confusione.
Non tutte le somme pagate durante l’acquisto di un immobile sono recuperabili. Non tutte le spese del notaio sono detraibili. Il fatto che un costo sia collegato a un mutuo non significa automaticamente che possa essere inserito nel 730.
Anche per affitto, ristrutturazione, efficientamento energetico, mobili, barriere architettoniche e locazioni brevi esistono requisiti differenti.
Per questo motivo è essenziale distinguere:
Detrazione e deduzione non sono la stessa cosa
Il primo errore da evitare è confondere detrazione e deduzione.
La deduzione riduce il reddito complessivo sul quale vengono calcolate le imposte. La detrazione, invece, riduce direttamente l’imposta lorda dovuta dal contribuente.
Gli interessi passivi del mutuo prima casa, le provvigioni dell’agenzia immobiliare e molti bonus edilizi rientrano normalmente tra le detrazioni, non tra le deduzioni.
Dire che una spesa “si scarica” può essere utile nel linguaggio comune, ma non descrive con precisione il funzionamento fiscale.
Se, per esempio, una spesa beneficia di una detrazione del 19%, il vantaggio fiscale teorico corrisponde al 19% dell’importo ammesso, entro i limiti previsti dalla legge e nei limiti dell’imposta effettivamente dovuta, salvo le particolari disposizioni previste per alcune detrazioni.
Modello 730/2026: quali spese immobiliari devono essere controllate
Tra le voci più importanti per chi possiede, acquista, affitta o ristruttura una casa troviamo:
Allo stesso modo, l’assenza di una voce non significa necessariamente che la detrazione sia perduta. Potrebbe essere necessario integrare il modello con la documentazione corretta.
L’Agenzia delle Entrate può infatti controllare non soltanto l’esistenza della spesa, ma anche i requisiti soggettivi, come l’effettiva destinazione dell’immobile ad abitazione principale.
Spese notarili per l’acquisto della prima casa: quali sono detraibili
La parcella notarile è una delle voci che genera più dubbi dopo il rogito.
La regola fondamentale è separare chiaramente:
1. l’atto di compravendita;
2. il contratto di mutuo.
Sono potenzialmente detraibili, come oneri accessori al mutuo, le spese notarili direttamente riferite alla stipula del finanziamento ipotecario destinato all’acquisto dell’abitazione principale.
Possono rientrare, per esempio:
Sono invece escluse dalla detrazione prevista per il mutuo:
Quando la parcella contiene sia l’atto di compravendita sia l’atto di mutuo, è opportuno che le due componenti siano indicate separatamente. In assenza di una suddivisione chiara, il contribuente potrebbe avere difficoltà a dimostrare quale quota sia effettivamente riferibile al finanziamento.
Le spese notarili detraibili non dispongono di un massimale autonomo. Si sommano agli interessi passivi e agli altri oneri accessori del mutuo, concorrendo al limite complessivo previsto per l’abitazione principale.
Esempio pratico
Supponiamo che nel 2025 siano stati pagati:
Nel calcolo della detrazione potranno essere considerati, in presenza di tutti i requisiti, i 3.200 euro di interessi e i 600 euro riferiti al mutuo.I 2.500 euro relativi alla compravendita non potranno invece essere inseriti come oneri accessori del finanziamento.
Detrazione degli interessi sul mutuo prima casa
Per i mutui ipotecari stipulati per acquistare l’abitazione principale è riconosciuta, in presenza dei requisiti previsti, una detrazione Irpef del 19% su un importo massimo complessivo di 4.000 euro annui.
Il limite comprende:
In caso di mutuo cointestato, il limite è normalmente riferito al contratto e deve essere ripartito tra gli intestatari in base alla quota sostenuta, salvo le eccezioni previste, come quella del coniuge fiscalmente a carico.
Requisiti principali
Per accedere alla detrazione è necessario verificare almeno i seguenti elementi:
Esistono regole specifiche per:
La verifica deve quindi essere eseguita sul singolo caso e non soltanto sulla certificazione annuale rilasciata dalla banca.
Mutuo superiore al prezzo di acquisto: attenzione al calcolo
Quando il capitale erogato dalla banca supera il costo fiscalmente riconosciuto per l’acquisto dell’immobile, non tutti gli interessi pagati sono necessariamente detraibili.
La quota agevolabile deve essere proporzionata al costo di acquisizione dell’immobile, aumentato degli oneri accessori ammessi.
Questo controllo è particolarmente importante quando il mutuo finanzia contemporaneamente:
La banca comunica l’importo complessivo degli interessi pagati, ma non sempre può conoscere l’esatta destinazione delle somme o la presenza di tutti i requisiti personali del contribuente.
Quando un unico mutuo presenta finalità differenti, le quote devono essere trattate correttamente e inserite negli specifici righi della dichiarazione.

Mutuo per la seconda casa: la detrazione non è generalmente riconosciuta
Per i mutui stipulati oggi per acquistare una seconda casa, una casa vacanze o un immobile da investimento, la detrazione ordinaria del 19% prevista per l’abitazione principale non è generalmente applicabile.
Possono esistere regimi particolari relativi a contratti molto datati oppure a finanziamenti destinati alla costruzione o alla ristrutturazione dell’abitazione principale, ma non devono essere confusi con il mutuo contratto per acquistare una casa non destinata a dimora abituale.
È quindi scorretto applicare automaticamente alla seconda casa le regole fiscali della prima casa.
Prima di inserire gli interessi nel Modello 730/2026 è necessario controllare:
la data del contratto;
la finalità indicata nell’atto;
la destinazione dell’immobile;
la titolarità del mutuo;
il periodo in cui l’abitazione è stata utilizzata come dimora principale.
Provvigione dell’agenzia immobiliare: una detrazione spesso dimenticata
Chi nel 2025 ha acquistato un immobile da adibire ad abitazione principale può detrarre il 19% dei compensi pagati all’agenzia immobiliare, entro un importo massimo di spesa pari a 1.000 euro.
Il risparmio fiscale massimo teorico è quindi pari a:1.000 euro × 19% = 190 euro.
Il limite riguarda l’unità immobiliare e deve essere ripartito tra gli eventuali comproprietari in base alla quota di spesa effettivamente sostenuta.
Documenti da conservare
Per usufruire della detrazione sono particolarmente importanti:
La detrazione non è riconosciuta per l’acquisto di un immobile destinato esclusivamente a seconda casa o investimento.
Inoltre, la provvigione pagata dal venditore non rientra in questa specifica agevolazione, che riguarda il compenso corrisposto dall’acquirente per l’acquisto dell’abitazione principale.
Detrazione per l’affitto nel Modello 730/2026
Le detrazioni per gli inquilini dipendono da diversi fattori:
Contratti a canone libero
Per gli inquilini titolari di un contratto stipulato o rinnovato ai sensi della legge sulle locazioni abitative, la detrazione è pari a:
300 euro con reddito complessivo fino a 15.493,71 euro;
150 euro con reddito superiore a 15.493,71 euro e fino a 30.987,41 euro.
Oltre tale soglia non spetta la detrazione ordinaria prevista per questa categoria.
Contratti a canone concordato
Per i contratti a regime convenzionale o canone concordato, la detrazione è pari a:
495,80 euro con reddito complessivo fino a 15.493,71 euro;
247,90 euro con reddito superiore a 15.493,71 euro e fino a 30.987,41 euro.
Le detrazioni per i contratti a canone libero e concordato, con le rispettive soglie reddituali, sono riepilogate anche nella guida ufficiale dell’Agenzia delle Entrate dedicata alle locazioni.
Detrazione affitto giovani under 31
I giovani di età compresa tra 20 e 31 anni non compiuti possono beneficiare, in presenza dei requisiti, di una detrazione pari al 20% del canone annuo.
L’importo:
L’agevolazione richiede inoltre:
Questa differenza può incidere in modo concreto sulla dichiarazione di chi ha stipulato il contratto negli anni precedenti.
Lavoratori dipendenti che trasferiscono la residenza
Una detrazione specifica è prevista per i lavoratori dipendenti che trasferiscono la residenza nel comune di lavoro o in un comune limitrofo e prendono in locazione un’abitazione principale.
In linea generale:
L’importo è pari a:
991,60 euro con reddito fino a 15.493,71 euro;
495,80 euro con reddito superiore a 15.493,71 euro e fino a 30.987,41 euro.
Oltre 30.987,41 euro non spetta questa specifica detrazione.
L’agevolazione per i lavoratori trasferiti ha quindi requisiti differenti rispetto al bonus affitto destinato ai giovani.
Cedolare secca e locazioni brevi
Dal lato del proprietario, la dichiarazione deve riportare correttamente i redditi degli immobili concessi in locazione, distinguendo tra tassazione ordinaria e cedolare secca.
Per le locazioni brevi, l’aliquota della cedolare secca è pari al 21% per i redditi riferiti a una sola unità immobiliare scelta dal contribuente.
Per le ulteriori unità immobiliari destinate alla locazione breve si applica l’aliquota del 26%.
Quando interviene un intermediario immobiliare o un portale telematico che incassa il canone o interviene nel pagamento, nella dichiarazione possono essere presenti anche i dati delle ritenute risultanti dalla Certificazione Unica.
Proprietari, comodatari e sublocatori devono verificare la corrispondenza tra:
Bonus ristrutturazione per le spese sostenute nel 2025
Il Modello 730/2026 accoglie le spese di recupero del patrimonio edilizio pagate nel 2025 e le rate relative a interventi eseguiti negli anni precedenti.
Per le spese sostenute nel 2025, la disciplina prevede in generale:
La distinzione è molto importante.
Non basta che l’immobile venga utilizzato come abitazione principale da una persona qualsiasi. È necessario verificare:
Quali interventi possono rientrare
A seconda della tipologia di immobile e delle opere eseguite, possono rientrare nell’agevolazione:
Bonifico parlante e documenti
Il pagamento deve normalmente essere eseguito mediante bonifico parlante, nel quale devono risultare:
È inoltre necessario conservare:
eventuali comunicazioni ENEA.
Ecobonus e riqualificazione energetica
Per le spese di riqualificazione energetica sostenute nel 2025, l’aliquota ordinaria è stata rimodulata.
In generale, la detrazione è pari:
al 36%;
al 50% quando l’intervento riguarda l’abitazione principale e ricorrono i requisiti previsti dalla normativa.
I limiti di spesa o di detrazione non sono uguali per tutti i lavori e devono essere verificati in base alla tipologia dell’intervento.
Tra gli interventi potenzialmente interessati troviamo:
Comunicazione ENEA
Per molti interventi è necessario trasmettere all’ENEA la scheda descrittiva entro 90 giorni dalla data di fine lavori.
Il contribuente deve conservare:
Caldaie alimentate esclusivamente da combustibili fossili
Dal 2025 non sono più agevolabili, nell’ambito delle detrazioni edilizie considerate, gli interventi di sostituzione o nuova installazione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate esclusivamente da combustibili fossili.
Devono quindi essere valutate, in base alla tipologia dell’edificio e dell’intervento:
Prima di avviare i lavori è sempre consigliabile verificare la soluzione con un tecnico abilitato.
Superbonus nel Modello 730/2026: una disciplina ormai molto selettiva
Per le spese sostenute nel 2025, il Superbonus è sceso al 65% ed è rimasto applicabile soltanto a determinate categorie di beneficiari e a interventi che rispettavano specifiche condizioni maturate entro il 15 ottobre 2024.
A seconda della tipologia dell’intervento, le condizioni potevano riguardare:
Non è quindi corretto considerare il Superbonus 2025 come una misura liberamente accessibile per nuovi lavori avviati durante l’anno.
Nel Modello 730/2026 devono essere gestite soprattutto:
le spese relative a cantieri già avviati;
le quote annuali delle detrazioni maturate;
gli interventi che rispettano le condizioni transitorie;
le spese che non sono già state oggetto di sconto in fattura o cessione del credito.
La disciplina del Superbonus è stata modificata numerose volte e presenta regole differenti in materia di:
Per questo motivo è opportuno evitare semplificazioni e verificare ogni pratica con un tecnico abilitato e un consulente fiscale.
Bonus barriere architettoniche al 75%
Il 31 dicembre 2025 ha segnato la scadenza della detrazione specifica del 75% per gli interventi finalizzati al superamento e all’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici esistenti.
Le spese sostenute nel 2025, se rispettano i requisiti tecnici e documentali, possono essere indicate nel Modello 730/2026.
La misura non deve essere confusa con:
Dal 2026, in assenza della proroga della detrazione speciale al 75%, gli interventi possono rientrare nelle agevolazioni ordinarie quando rispettano tutte le relative condizioni.
Bonus mobili ed elettrodomestici
Per gli acquisti effettuati nel 2025, il bonus mobili riconosce una detrazione Irpef del 50% su una spesa massima di 5.000 euro, comprensiva delle eventuali spese di trasporto e montaggio.
Il beneficio massimo teorico è quindi pari a:
5.000 euro × 50% = 2.500 euro, da ripartire secondo le regole previste.
Collegamento con la ristrutturazione
Il bonus mobili è collegato a un intervento di recupero edilizio agevolato.
Non è sufficiente:
L’intervento che dà diritto al bonus deve essere iniziato prima della data di acquisto dei mobili o degli elettrodomestici.
Il pagamento dei lavori può invece avvenire anche successivamente, purché sia possibile dimostrare che l’intervento è iniziato prima dell’acquisto.
Beni che possono rientrare
Possono rientrare, per esempio:
Non rientrano generalmente:
Modalità di pagamento
Il pagamento deve essere effettuato con:
bonifico;
carta di debito;
carta di credito.
Non sono ammessi il pagamento in contanti e mediante assegno.
È necessario conservare:
Spese condominiali e lavori sulle parti comuni
Chi vive in condominio deve controllare attentamente le certificazioni rilasciate dall’amministratore.
Nella dichiarazione precompilata possono comparire le quote comunicate per:
La detrazione del singolo condomino dipende:
La presenza della spesa nella dichiarazione precompilata deve comunque essere verificata con la certificazione dell’amministratore.
Cosa succede alle detrazioni quando la casa viene venduta
In caso di vendita dell’immobile, le rate residue delle detrazioni edilizie si trasferiscono normalmente all’acquirente persona fisica, salvo che le parti stabiliscano diversamente nell’atto di compravendita.
Questo elemento deve essere affrontato prima del rogito.
Le parti devono decidere chiaramente se:
La scelta può incidere sulla trattativa economica e sul valore complessivo dell’operazione.
Esistono regole differenti quando la detrazione è stata sostenuta da:
In queste situazioni la detrazione può restare al soggetto che ha sostenuto la spesa anche dopo la vendita dell’immobile.
Nuovo limite alle detrazioni per redditi superiori a 75.000 euro
Dal periodo d’imposta 2025 è stato introdotto un limite complessivo alla fruizione di determinate detrazioni per i contribuenti con reddito superiore a 75.000 euro.
Il limite dipende principalmente da:
Per i contribuenti con reddito superiore a 100.000 euro si applica un importo base inferiore rispetto a quello previsto per chi possiede un reddito compreso tra 75.000 e 100.000 euro.
L’importo viene poi modulato attraverso specifici coefficienti collegati alla situazione familiare.
Non tutte le spese vengono trattate nello stesso modo e alcune voci sono escluse dal meccanismo.
Inoltre, per gli oneri derivanti da contratti, mutui o rapporti continuativi, può assumere rilievo anche la data nella quale è stato stipulato il contratto.
Per i contribuenti con redditi elevati non è quindi sufficiente verificare la percentuale teorica della singola detrazione. È necessario controllare anche il plafond complessivo effettivamente applicabile.
Documenti da conservare per il Modello 730/2026
Una corretta dichiarazione parte da un archivio ordinato.
A seconda della spesa, possono essere necessari:
Il nominativo indicato sulla fattura, il soggetto che esegue il pagamento, il titolare del diritto sull’immobile e il beneficiario indicato nel 730 devono rispettare le regole della specifica agevolazione.
Gli errori più frequenti da evitare
Tra gli errori più comuni nelle detrazioni casa troviamo:
Casa, fiscalità e valore dell’immobile
Le agevolazioni fiscali non incidono soltanto sulla dichiarazione dei redditi.
Possono influire anche:
Una casa ristrutturata con pratiche regolari, fatture disponibili, impianti documentati, interventi energetici certificati e una chiara gestione delle detrazioni residue offre maggiore trasparenza agli acquirenti.
Al contrario, bonus utilizzati senza documentazione completa, difformità edilizie, pratiche ENEA mancanti o dubbi sul trasferimento delle rate possono rallentare la trattativa e creare criticità prima dell’atto notarile.
Quando si prepara un immobile per la vendita è quindi utile verificare non soltanto la conformità catastale e urbanistica, ma anche:
se i lavori risultano coerenti con lo stato attuale dell’immobile.
Una verifica preventiva permette di individuare eventuali documenti mancanti prima che il problema emerga durante una proposta di acquisto, una richiesta di mutuo o il controllo del notaio.
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Nota importante
Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e si riferiscono alla disciplina disponibile per il Modello 730/2026 e alle spese sostenute nel 2025.
Le agevolazioni fiscali possono dipendere dalla situazione personale del contribuente, dalla data dei contratti, dalla tipologia di intervento, dal titolo posseduto sull’immobile e da eventuali successive modifiche normative.
Prima di presentare la dichiarazione dei redditi è sempre opportuno rivolgersi a un CAF, commercialista o professionista abilitato.
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